In cosa consiste siffatto accordo per l’Europa?
Dal comunicato della Presidente Ursula Von Der Leyen, datato il 27 luglio u.s., emerge l’applicazione, in via generale, di un’aliquota tariffaria pari al 15% (di gran lunga inferiore rispetto a quella annunciata nella missiva del Presidente Trump diretta alla Commissione, pari al 30%). Rimangono esenti dall’applicazione di siffatto dazio una serie di “prodotti strategici” che sono gli aeromobili e relativi componenti, alcuni prodotti chimici, alcuni farmaci generici, le apparecchiature per i semiconduttori, alcuni prodotti agricoli, risorse naturali e materie prime essenziali. Rimane un discorso a parte l’acciaio e l’alluminio: in particolare, per codesti settori, sarà istituito un sistema di quote e viene annunciata una cooperazione UE-USA volta a garantire una concorrenza globale leale.
Cosa hanno ottenuto gli Stati Uniti?
Per quanto riguarda il lato statunitense, la Presidente della Commissione europea ha dichiarato che l’accordo permetterà anche di intensificare la cooperazione energetica. In particolare, saranno utilizzati “prodotti energetici statunitensi” per diversificare le fonti di approvvigionamento e stabilizzare la sicurezza energetica del Vecchio Continente. Inoltre, gas e petrolio russi saranno sostituiti con acquisti di Gas naturale liquefatto (GNL), petrolio e combustibili naturali prodotti negli Stati Uniti.
Sarà anche dato un occhio di riguardo sui chip di intelligenza artificiale oltreoceano, per aiutare gli Stati Uniti a mantenere “il loro vantaggio tecnologico”.
Gli effetti dell’accordo
La stessa Presidente della Commissione europea rileva come l’accordo possa andare a rendere più prevedibili gli scenari. Prevedibilità di cui possono beneficiare, pertanto, le stesse aziende, con impatti anche sui profitti. Allo stesso tempo, Von Der Leyen rileva come viene comunque assicurato l’accesso sia al mercato USA che al mercato UE. Tale elemento rappresenta un vantaggio per i consumatori europei (450 milioni nel Mercato Unico) e per la competitività delle imprese del Vecchio Continente.
Inoltre, viene annunciata la nascita, con siffatto accordo, di “un quadro di riferimento” che permetterà agli Stati Uniti ed all’Unione europea di rivedere in riduzione i dazi su altri prodotti, affrontare le “barriere non tariffarie e cooperare per la sicurezza economica”.
La reazione dell’Italia
Lo stesso 27 luglio 2025 non si è lasciata attendere la risposta dell’Italia a questo nuovo accordo tra Stati Uniti ed Unione Europea. In particolare, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed i Vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini hanno dichiarato che “Il Governo italiano accoglie positivamente la notizia del raggiungimento di un accordo tra Unione Europea e Stati Uniti sui dazi e le politiche commerciali, che scongiura il rischio di una guerra commerciale in seno all’Occidente, che avrebbe avuto conseguenze imprevedibili”. È stato fatto presente come siffatta soluzione sia volta a garantire la stabilità, che rappresenta un “aspetto fondamentale per i rapporti tra due sistemi economici e imprenditoriali fortemente interconnessi tra loro, come sono quelli dell’Unione Europea e degli Stati Uniti”. Emerge, inoltre, che il Governo considera “sostenibile la base dell’accordo sui dazi al 15%, soprattutto se questa percentuale ricomprende e non si somma ai dazi precedenti, come invece era previsto inizialmente”.
Emerge, inoltre, che il Governo italiano conferma l’impegno di lavorare con la Commissione europea per il rafforzamento del Mercato Unico nell’ottica di “semplificare le nostre regole, tagliare la burocrazia, diversificare le relazioni commerciali e ridurre le nostre dipendenze. Infine, siamo pronti ad attivare misure di sostegno a livello nazionale, ma chiediamo che vengano attivate anche a livello europeo, per quei settori che dovessero risentire particolarmente delle misure tariffarie statunitensi”.
Allo stesso tempo, concludono i vertici di governo, l’esecutivo “continuerà a perseguire l’obiettivo di mantenere salda l’unità dell’Occidente, con la consapevolezza che ogni divisione ci renderebbe tutti più deboli ed esposti alle sfide globali”.
L’istituzione di una Task Force sui dazi alla Farnesina
E’ notizia del 28 luglio 2025 che il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani ha tenuto alla Farnesina una riunione sui dazi alla luce dell’accordo di cui sopra, insieme ad alcuni attori interessati, quali le Agenzie del Sistema Italia, la Rappresentanza Permanente italiana a Bruxelles, l’Ambasciata italiana a Washington, nonché i rappresentanti di varie associazioni produttive tra cui Confindustria, Coldiretti, CONFAPI, Confagricoltura, CNA, Confimi Italia, Federacciai, Farmindustria, Confesercenti, Confartigianato, Confcooperative, Confcommercio, Federlegno e Federvini.
L’effetto di tale riunione è l’istituzione di una Task Force permanente sui dazi per sostenere le imprese e definirne meglio i dettagli in alcuni settori dove l’Italia ha un particolare interesse, tra cui quello viti-vinicolo.
L’incontro ha avuto anche lo scopo di informare tutti gli utenti italiani del mercato USA sugli esiti dell’accordo, consistente nell’applicazione del dazio orizzontale sulle merci europee pari al 15%, comprendente il dazio medio in vigore ai sensi dell’OMC pari al 4,8 %.
Viene anche fatto presente come siffatta intesa prenderà forma di una dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti (c.d. intesa quadro) che sarà finalizzata, a livello tecnico, nei prossimi giorni. Da siffatto incontro è emerso anche come siffatta dichiarazione congiunta non sia giuridicamente vincolante, in quanto gli impegni presenti in essa saranno ratificati in un accordo sul commercio reciproco, che invece è giuridicamente vincolante.
Nell’incontro è emerso anche come il Governo italiano abbia già chiesto alla Commissione europea “di attivare un servizio di monitoraggio europeo sull’impatto dell’accordo sui dazi e continuerà a lavorare anche per rafforzare il Mercato Unico, semplificare le regole, diversificare le relazioni commerciali” e ridurre le dipendenze e lo stesso Governo ribadisce il proprio impegno nell’attuazione del Piano d’Azione per l’Export nei Paesi extra-UE con alto potenziale, al fine di “accompagnare le imprese italiane verso nuovi mercati a forte crescita e promuovere l’internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale”.
Le opinioni degli altri Paesi UE
Oltralpe siffatto accordo sui dazi tra Unione Europea è Stati Uniti è stato giudicato diversamente rispetto all’Italia. In particolare, il Primo Ministro francese François Bayrou ha dichiarato su X che si ha “un giorno buio quando un’alleanza di popoli liberi, uniti per affermare i propri valori e difendere i propri interessi, decide di sottomettersi”.
Sostiene, invece, l’accordo, ma senza entusiasmo, il premier spagnolo Pedro Sanchez, mentre Viktor Orban giudica l’intesa siglata come peggiore di quella tra Stati Uniti e Regno Unito.
A cura di: Antonio Natale
Fonti
Commissione europea: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/statement_25_1915
Governo Italiano: https://www.governo.it/it/articolo/dichiarazione-del-presidente-del-consiglio-giorgia-meloni-e-dei-vicepresidenti-antonio
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2025/07/tajani-riunisce-i-rappresentanti-delle-imprese-sui-dazi-dopo-laccordo-ue-usa-istituita-task-force-dazi-alla-farnesina/
François Bayrou – post su X: https://x.com/bayrou
Corriere della Sera: https://www.corriere.it/esteri/25_luglio_28/dazi-ue-divisa-intesa-bayrou-sanchez-197b768e-8326-4e7b-9c38-617ae82f7xlk.shtml
Per l’immagine: foto di Alexa da Pixabay (https://pixabay.com/it/photos/striscione-america-bandiera-3354565/)