L’utilizzo di determinati oggetti comuni come emblemi per identificarsi nella lotta di un popolo o in una questione politica è importante nella narrazione mediatica. Questi nel corso degli anni sono cambiati e hanno assunto molteplici significati, talvolta la loro popolarità e consumo li ha privati del valore politico originario, salvo poi vivere un processo di riappropriazione, come nel caso della Keffiyah.
La Keffiyah-Kuffiyyah:
La keffiyah, oggi più che mai, è l’emblema del popolo palestinese e indossato (molto spesso) da coloro che sostengono la causa. L’indumento era originariamente portato dalla popolazione locale come copricapo per ripararsi dal sole e dall’intemperie, in particolar modo dai pescatori, e anche per questo porta il disegno di una rete intrecciata, proprio come quelle da pesca, insieme al ramo di ulivo.
La Keffiyah assunse un valore più strettamente politico nel corso degli anni Trenta, quando si verificò la prima grande rivolta contro i britannici, tra il 1936 e il 1939, diventando un simbolo della resistenza popolare. Il copricapo divenne centrale negli anni di Yasser Arafat, quando non si poteva esporre la bandiera palestinese. Il leader dell’OLP non solo la portò sempre sul capo, ma folgorò il resto del mondo quando pronunciò il noto discorso «del fucile e dell’ulivo» all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
L’anguria:
Nelle manifestazioni è assai comune vedere l’anguria o lo spicchio come simbolo identitario e di riconoscimento. Il frutto venne impiegato originariamente come simbolo di protesta poco dopo lo scoppio della “guerra dei sei giorni”, nel 1967, sostituendo la bandiera nei territori occupati da Israele. L’anguria, infatti, oltre a essere coltivata nelle terre della Cisgiordania e a Gaza, ha i colori che richiamano la bandiera palestinese: il rosso, il verde, il nero.
Il triangolo rosso:
Le origini e l’impiego del cosiddetto “triangolo rosso” sono più controverse e contrastanti, ma certamente può essere annoverato tra le icone di un conflitto, impiegate per esprimere il proprio sostegno alla causa palestinese, specialmente sui social.
Il poligono capovolto rosso può essere interpretato principalmente in due modi: quello più innocuo che ricorda lo stesso sulla bandiera palestinese; l’altro certamente più discutibile in quanto riconducibile al puntatore impiegato per gli obiettivi militari nei video dalle brigate Al-Qassam di Hamas.
La barca:
Nelle recenti mobilitazioni per la Palestina è stato frequente l’utilizzo barca o, meglio, di una barchetta stilizzata, come simbolo, esposta per ricordare e supportare la missione umanitaria della Sumud Flotilla, colpita più volte da droni in acque internazionali e poi abbordata dalle navi della marina israeliana, costringendole all’attracco nel porto di Ashdod. I marinai della missione umanitaria sono stati arrestati e trasferiti nelle carceri di Ketziot e Saharonim, si contano circa 40 italiani, di cui 4 parlamentari (Marco Croatti del M5s, Arturo Scotto del Pd, seguiti dagli eurodeputati Annalisa Corrado del Pd e Benedetta Scuderi di Avs).
Dato il sequestro delle 47 navi della Flotilla, altri volontari hanno deciso di intraprendere un viaggio simile, partendo dalla Turchia e diretti a Gaza, ma anche la Freedom Flotilla 2 è stata affiancata e dirottata nello stesso porto in cui giace la gemella.
Ad accompagnare questi nelle manifestazioni ci sono delle canzoni che sono diventate delle vere e proprie colonne sonore, intonate dai partecipanti, come: Rossa Palestina (1973) di Umberto Fiora e HIND’S ALL (2024) di Macklamore.
In conclusione, la simbologia impiegata per riferirsi a un conflitto, in questo caso un genocidio, è cruciale per comprendere ciò che vediamo nelle manifestazioni, in quanto capace di costruire un immaginario comune e popolare che possa essere facilmente comprensibile e riconoscibile.
Quante volte ci hanno detto, “È finita in Palestina”.
A cura di Filippo Maria Chiarelli
Foto di Filippo Maria Chiarelli, Bologna, 3 ottobre 2025.
Fonti:
Antonio Varsori, Storia Internazionale, dal 1919 a oggi, Bologna, il Mulino, 2020.
Yasser Arafat, Discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 13 novembre 1974, https://www.palquest.org/en/historictext/9639/speech-yasir-arafat-unga
Treccani, Keffiyah: https://www.treccani.it/vocabolario/keffiyah/
SkyTg24, Triangolo rosso, 29 aprile 2024: https://tg24.sky.it/mondo/2024/04/29/hamas-triangolo-rovesciato#10
Il Post, Com’è che l’anguria è diventata un simbolo della resistenza palestinese, 30 dicembre 2023: https://www.ilpost.it/2023/12/30/anguria-simbolo-resistenza-palestina/
Global Sumud Flotilla: https://globalsumudflotilla.org/tracker/
RaiNews, 400 attivisti della Flotilla in carcere, liberati e già a Roma i 4 deputati italiani, 4 ottobre 2025: https://www.rainews.it/maratona/2025/10/gaza-israele-flotilla-italiani-in-carcere-marinette-naviga-in-arrivo-45-barche-turche-farnesina-mossad-proteste-europa-hamas-chiede-modifiche-piano-trump-220edf0e-1d22-4064-9be9-b3d25ea6693d.html
Umberto fiora, Rossa Palestina, 1973: https://www.youtube.com/watch?v=PpljlanSNIM
Macklemore, HIND’S ALL, 2024: https://www.youtube.com/watch?v=ITVIlr5jUMw