Il diritto dell’Unione europea è costituito da fonti primarie e da fonti derivate. Le fonti primarie sono il Trattato sull’Unione europea (TUE) ed il Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea.
Il diritto derivato è costituito invece da tutti quegli atti legittimati direttamente dal diritto primario, come le direttive ed i regolamenti. Se vi è una gerarchia tra diritto primario e derivato, non vi è una gerarchia interna alle fonti derivate. Queste si distinguono tra loro non per il loro contenuto o per la loro forza, quanto invece dal loro scopo. Due esempi su tutti. La direttiva, infatti, ha l’intento di armonizzare il diritto degli Stati membri indicando gli obiettivi che questi devono perseguire, lasciando campo libero agli Stati quanto ai mezzi per raggiungerli. Il regolamento, invece, punta ad uniformare il diritto dell’Unione, ed è quindi direttamente applicabile dagli organi giurisdizionali nazionali, mentre invece la direttiva non può essere fatta valere.
La Corte di Giustizia, nei suoi tanti compiti, ha anche lo scopo di verificare la compatibilità del diritto nazionale degli Stati membri con quello dell’unione. Per questo motivo, la Corte è composta da un giudice per ciascuno Stato membro, per garantire l’uniforme rappresentazione delle culture giuridiche nazionali, estremamente variegate, anche nell’Unione. I giudici sono affiancati da undici avvocati generali. Questi non si comportano da difensori di parte, ma hanno un ruolo paragonabile a quello della Procura Generale presso la Corte di Cassazione. Viene infatti richiesto un loro parere nelle cause, ed il consulto è reso negli interessi dell’Unione.
La Corte può riunirsi in seduta plenaria, in grande sezione (quindici giudici) o in sezioni composte da cinque o tre giudici. La procedura è regolata da atti interni, ovvero dallo Statuto e dal Regolamento di Procedura.
I rimedi giurisdizionali nei quali prende parte la corte sono principalmente di due tipi, cioè diretti, se esperibili direttamente innanzi alla corte, ovvero indiretti, se esperibili innanzi al giudice nazionale che instaurerà poi un dialogo con la Corte di Giustizia.
La Corte ha un approccio all’ordinamento europeo detto monista, secondo cui gli ordinamenti nazionali sono perfettamente integrati fra loro. Ciò è testimoniato dai rimedi indiretti, primo fra tutti il rinvio pregiudiziale. Quest’ultimo è uno strumento, concesso al giudice nazionale, che serve appunto a metterlo in dialogo con la Corte nei casi di dubbia interpretazione di una norma europea (cd. rinvio pregiudiziale interpretativo), ovvero nel caso di un dubbio di compatibilità di una norma nazionale con una norma europea, o ancora nel caso di un dubbio di validità.
Nel momento in cui entra in gioco in un contenzioso nazionale il diritto dell’Unione, la Corte presume che la materia sia rilevante per un rinvio pregiudiziale. La scelta sta poi al giudice nazionale, salvo che non si tratti di un giudice di ultima istanza (ad es. la Cassazione). In questo caso, il TUE obbliga tale organo al rinvio. È proprio questo sistema dialogico fortemente interconnesso, in cui la Corte di Giustizia è l’organo supremo che “organizza e gestisce” la giurisdizione all’interno di tutta l’Unione, ed è di conseguenza questo il motivo che ci fa affermare il carattere monistico dell’ordinamento europeo.
Il sindacato della Corte non è mai politico, ma si attiene strettamente ai trattati, anche se non sono mancate critiche per alcune pronunzie. Il diritto dell’Unione è infatti per larga parte giurisprudenziale. Ciò vuol dire che è stato l’operato della Corte a colmare lacune normative, ma in realtà a regolamentare interi settori. Per non parlare di importanti risvolti: il principio della preminenza del diritto dell’Unione è stato interamente elaborato dalla giurisprudenza comunitaria. La peculiarità dell’ordinamento europeo, rispetto agli altri ordinamenti internazionali, è proprio questa, conferita appunto dalla Corte di Giustizia.
A cura di: Riccardo Blaso
Fonti
- R. Baratta – Il sistema istituzionale dell’Unione europea – Ed. Wolters Kluwer
- A. Adam, A. Tizzano – Manuale di diritto dell’Unione europea – Ed. Giappichelli
- Per l’immagine: foto di Gerd Altmann da Pixabay (https://pixabay.com/it/illustrations/legge-giustizia-bandiera-europa-6598281/)