A tal proposito, la vicenda dei dazi ad opera degli Stati Uniti ha influito notevolmente sugli equilibri commerciali, stravolgendoli completamente e portando la stessa Unione ad interrogarsi riguardo le priorità della propria agenda.
Bruxelles aveva già apertamente manifestato il proprio dissenso in merito alla gravità dei dazi, non nascondendo la possibilità di “guardarsi intorno” e volgere il proprio sguardo verso nuovi lidi per una prosperità più duratura e più conveniente.
È questo il caso della nuova intesa raggiunta con l’India, stato asiatico che si sta imponendo come contraltare della Cina, non solo a livello economico ma soprattutto a livello demografico (avendola infatti superata per popolazione, ergo indirettamente per opportunità di investimento nelle abilità, tecniche e non, degli abitanti.
Tempo addietro, prima che i dazi venissero paventati e confermati, l’Europa intera guardava già con occhio attento le mire espansionistiche indiane all’interno dei mercati, sintomo di una volontà di aumentare e confermare un’influenza sempre più crescente.
Ebbene, dopo quasi vent’anni di negoziati, è stato possibile raggiungere un accordo per l’instaurazione di una zona di libero scambio che conta quasi due miliardi di persone.
A Nuova Delhi, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e il primo ministro indiano Narendra Modi hanno cambiato le coordinate del commercio internazionale e hanno inviato un messaggio chiaro, forte e poco equivoco a tutti gli utenti (in primis agli alleati d’oltreoceano):”La cooperazione basata su regole è la risposta migliore alle sfide globali”.
Ai dazi Von der Leyen ha risposto con liberalizzazioni nei confronti delle economie emergenti, favorendone la crescita e l’influenza nel panorama economico mondiale: non solo l’India, ma anche i trattati del Mercosur. L’accelerata è dovuta principalmente alla presenza e all’operato di figure differenti nei posti di alto comando delle istituzioni americane, sia per i beneficiari degli accordi, sia per coloro che risentono indirettamente degli effetti di questi accordi. Quello con Nuova Delhi può essere una mossa capace di alterare definitivamente gli equilibri del gioco, seppur sottili e flebili di fronte alle scelte poste in essere dalle singole nazioni per affermare la propria sfera d’influenza: essa costituisce, indubbiamente, “la madre di tutti gli accordi commerciali”, riprendendo le parole della presidente della Commissione europea. Si parla delle due “più grandi democrazie al mondo”, della “seconda e quarta” economie mondiali, “due giganti” capaci di imporsi e cambiare le carte per un numero molto cospicuo di mani al tavolo del “Grande Gioco”. I 27 Paesi dell’Unione e l’India scambiano già beni e servizi per un valore superiore a 180 miliardi di euro all’anno e – secondo le stime della Commissione europea – grazie a questo accordo l’Unione “raddoppierà le esportazioni di merci verso l’India entro il 2032”. In un momento in cui “il commercio è sempre più utilizzato come arma”, ha sottolineato Von der Leyen, “questo accordo si baserà sulla naturale complementarità delle nostre economie”. L’Unione mette sul piatto “la tecnologia, il capitale e l’innovazione”, l’India “le competenze, i servizi e le dimensioni”.
La storia sembra già scritta: da un lato un accesso privilegiato al Paese più popoloso del mondo, con quasi 1 miliardo e mezzo di abitanti, un’economia in crescita vertiginosa, un PIL annuo di 3,4 trilioni di euro, dall’altro la possibilità di eliminare progressivamente i dazi sul 96,6 per cento delle esportazioni di merci dell’UE, risparmiando circa 4 miliardi e mezzo di euro all’anno. Una situazione decisamente vantaggiosa per un Occidente a firma europea: Nuova Delhi avrebbe acconsentito a ridurre gradualmente le tariffe sulle automobili europee dal 110 per cento al 10 per cento, ad abolirle completamente per i pezzi di ricambio entro un massimo di dieci anni, a eliminare nell’arco di un altro decennio le tariffe sui macchinari, sui prodotti chimici e farmaceutici. In maniera reciproca, l’Unione si farà carico di facilitare le importazioni dall’India, in particolare di acciaio, prodotti tessili e farmaceutici. Senza poi contare la posizione di riguardo dedicata all’agricoltura: le attuali tariffe sui prodotti “sensibili”, come carne bovina, riso, carne di pollo, latte in polvere, miele, banane, frumento tenero, aglio ed etanolo non verranno toccate, inoltre si aprirà a “contingenti calibrati” per le importazioni di carne ovina e caprina, mais dolce, uva, cetrioli, cipolle secche, rum a base di melassa e amidi, in modo che tutti i prodotti importati rispettino gli standard europei sulla salute umana, animale e vegetale.
La strada per l’effettiva entrata in vigore dell’accordo è ancora lunga ma un grande passo in avanti è stato tracciato. Rimane solo da porsi alcune domande fondamentali: gli Stati Uniti possono permettersi di perdere gli alleati per dei prodotti più a buon mercato? Si rischia di incorrere in una Brexit 2.0 dal loro punto di vista? Qual è il valore da attribuire all’alleanza atlantica e all’esportazione della cultura occidentale in ogni campo economicamente apprezzabile? Ciò non spetta al lettore, il cui solo obiettivo resta il nutrimento della personale curiosità attraverso un’informazione critica, precisa e contestualizzata che può farlo ragionare e portarlo a sviluppare idee per la costruzione di un domani migliore.
A cura di: Luigi Monti
Fonti
- Rai News: https://www.rainews.it/articoli/2026/01/firmato-accordo-storico-di-libero-scambio-tra-india-e-ue-4-miliardi-di-dazi-in-meno-a816162f-700a-4f21-b797-277b4a6b3013.html
- ISPI: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/lintesa-europa-india-in-un-mondo-diviso-228406
- Il Sole 24 Ore: https://www.ilsole24ore.com/art/accordo-ue-india-possibile-crollo-dazi-vino-e-olio-d-oliva-AISN7J3
- Commissione europea – Rappresentanza in Italia; https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/lue-e-lindia-concludono-un-accordo-di-libero-scambio-storico-2026-01-27_it
- Corriere della Sera: https://www.corriere.it/economia/26_gennaio_27/accordo-ue-india-von-der-leyen-storia-di-due-giganti-auto-agricoltura-difesa-cosa-prevede-l-intesa-71f8c020-093a-41a7-b08e-9ddf196b8xlk.shtml
Per l’immagine: foto di Ulises Romero da Pixabay (https://pixabay.com/it/photos/mehtab-bagh-india-taj-mahal-tempio-6698669/)