Fame, macerie e sangue

Dal 7 ottobre 2023 Israele ha intrapreso delle azioni militari che violano apertamente le norme del diritto internazionale, costringendo la popolazione palestinese a delle condizioni di vita che sono considerabili disumane.

Quella data, ormai, è incisa nelle lapidi della Storia per ciò che è successo e le azioni militari che ne sono conseguite. Il “7 ottobre” per ambo le parti rappresenta un grande spartiacque per il futuro dei due popoli, ma specialmente di quello che ancora non ha uno Stato. Da quel fatidico giorno la conta dei morti ha raggiunto numeri pesantissimi, circa 54mila gazawi uccisi, confermati, di cui recentemente l’Onu ha dichiarato che ben 28mila sono donne o ragazze, che insieme ai bambini rimangono le vittime principali del conflitto, ma se ne aggiungerebbero altri 10mila considerando i dispersi; mentre per gli israeliani si contano circa 1.139 morti. Allo stesso, le parti in causa provano ottenere il rilascio dei prigionieri e degli ostaggi, anche se di frequente la diplomazia non ha gli esiti sperati.

Da quando è ripreso il conflitto a Gaza, l’area maggiormente interessata dalle operazioni militari, si è potuto assistere a una serie di azioni volte a limitare progressivamente l’assistenza sanitaria, colpendo strutture ospedaliere, stazioni di rifornimento, tagliando la rete idrica e la corrente. Ciò ha portato al collasso il sistema ospedaliero della striscia, rendendo difficili, se non impossibili, le operazioni di primo soccorso

Le condizioni di vita dei palestinesi risultano essere sempre peggiori, nonostante gli aiuti umanitari, che oltre a non riuscire a coprire la maggior parte della popolazione, si riscontrano anche delle difficoltà nel transito e nella consegna di questi. L’UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugigees) ha cercato di fornire beni di prima necessità alla popolazione locale, venendo minata sia dalle infiltrazioni di Hamas sia dai blocchi al confine operati dall’IDF (Israel Defense Forces). Il passaggio dei camion che trasportano aiuti umanitari e approvvigionamenti rimane uno dei temi caldi della guerra, in quanto il loro blocco provoca delle serie (e fatali) conseguenze nei confronti della popolazione palestinese. L’anno passato fece molto scalpore la colonna di tir fermi al valico di Rafah, nel sud della striscia, al confine con l’Egitto, sbloccata solo dopo un’enorme pressione politica e mediatica (ben noto lo slogan: «All eyes on Rafah», estratto da una dichiarazione di Rik Peeperkorn, rappresentante dell’Oms a Gaza e in Cisgiordania).

La tregua concordata con Hamas, mesi dopo la morte di Yahya Sinwar, ex leader del gruppo, e  la contestuale invasione del Libano, è stata utilizzata più come intervallo per riordinare le armi e gli uomini sul territorio, per questo violata più volte da Tel-Aviv bombardando sui civili rientrati a Gaza nelle loro case o sulle tendopoli appena allestite. Le parti, comunque, non si sono risparmiate pesanti accuse, come il mancato di rilascio di ostaggi o prigionieri, e la morte di centinaia di persone a causa dei raid dell’aviazione israeliana.

La situazione nella striscia e nei territori circostanti non è migliorata, anzi le condizioni di vita sono diventate ancora più dure. Israele è tornato a bloccare i valichi della striscia per non far transitare gli aiuti umanitari, utilizzando deliberatamente la “fame” come arma di guerra. Tom Fletcher, responsabile umanitario delle Nazioni unito ha dichiarato che ben 14mila bambini nella striscia potrebbero morire se non dovessero giungere entro 48h adeguati aiuti umanitari.

Nel mentre a Doha, in Qatar, si cerca di trovare un accordo fra Hamas e lo Stato di Israele, che però è pesantemente minato dalla recente offensiva militare lanciata da Netanyahu. Il premier israeliano, date le decisioni prese, è in totale rotta di collisione anche con la maggior parte dei leader dei paesi occidentali, il Premier britannico, Keir Starmer, ha troncato i negoziati per l’accordo commerciale, e insieme al quello canadese, Mark Carney, e francese, Emmanuel Macron, chiedono l’immediata cessazione del conflitto. L’Alto Commissario dell’UE, per il Medio Oriente, Kaja Kallas, non ritiene sufficiente il numero di camion ammessi al transito per fornire aiuti umanitari, mentre l’inviata speciale dell’UE per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, chiede lo stanziamento di ben €80mln per sostenere l’operato dell’UNRWA. Gli ultimi sviluppi all’interno dell’Unione dovrebbero portare a una revisione generale degli accordi con Israele, su cui per ora 17 stati si dichiarano favorevoli, mentre l’Italia e la Germania sono orientati al “No”, più decisa la Spagna di Sanchez che sta varando un embargo sulle armi a Israele.

Le istituzioni italiane e quelle europee devono prendere necessariamente una posizione chiara contro lo sterminio del popolo palestinese e la scellerata conduzione della guerra da parte del governo di Netanyahu, su cui pende (teoricamente) un mandato di arresto internazionale emesso dalla Corte penale internazionale.

 

A cura di Filippo Maria Chiarelli

 

COMUNICATO: La redazione di Eureka Press è formata principalmente da giuristi, storici e scienziati politici con posizioni politiche anche molto differenti.

Da sempre riteniamo che il confronto interno dei diversi punti di vista sia la chiave per ottenere una narrazione dei fatti il più completa, oggettiva e trasparente possibile lasciando al lettore l’opportunità di maturare una propria prospettiva critica.

Nonostante la molteplicità di ideali, noi crediamo prima di tutto nel diritto, nella giustizia, nei diritti umani e nella pace tra i popoli.

Per questo motivo non possiamo non condannare le scellerate modalità con cui lo Stato di Israele sta conducendo la campagna militare per sconfiggere Hamas, coinvolgendo senza esitazione migliaia di civili palestinesi innocenti.

 

Fonti

Ansa: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2024/05/29/virale-sui-social-limmagine-all-eyes-on-rafah-creata-con-lia_9bd42c57-4058-4190-ac4e-1a1672634976.html

Internazionale: https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2025/04/29/gaza-israele-arma-fame

Corriere della Sera: https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/25_maggio_20/israele-hamas-le-notizie-di-oggi-in-diretta.shtml?refresh_ce

Tgcom24: https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/israele-guerra-hamas-giorno-592-diretta_98428324-202502k.shtml

Rainews: https://www.rainews.it/maratona/2025/05/gaza-bombe-israeliane-morti-22-paesi-riprendere-aiuti-subito-5-camion-per-2-milioni-di-sfollati-palestina-dc724ded-d3ee-4798-99d8-e9f1ea0078fd.html

Skytg24: https://tg24.sky.it/mondo/2024/05/31/all-eyes-rafah-slacktivism

Medici senza frontiere: https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/gaza-il-valico-di-rafah-va-riaperto-o-leffetto-sara-devastante/

Ispi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/ucciso-sinwar-lannuncio-dei-media-israeliani-187703

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