Huston – dopo ben 50 anni la NASA torna al centro dei riflettori con un programma spaziale lunare, Artemis II, che ha come obiettivo quello di raccogliere dati e stabilire una base sulla superficie della Luna per future missioni dirette verso Marte.
Questa volta sono quattro gli astronauti dentro la capsula Orion: il comandante Gregory Ried Wiseman, Baltimora classe 1975; il pilota Victor Glover, Pomona 1976; la specialista della missione Christina Koch, Grand Rapids 1979 e il canadese Jeremy Hansen, London (Ontario) 1976. Gli astronauti non sono soli, ma portano con loro una memory card con gli oltre 6 milioni di nomi di persone che hanno donato simbolicamente per il progetto, tra cui 52 nomi di desaparecidos messicani indicati dal collettivo Fuerzas Unidas por Nuestros Desaparecidos en Nuevo León.
La missione ha un programma molto serrato e stretto, 10 giorno di volo circa, per riuscire a ottenere maggior numero di informazioni disponibili dalla “faccia” nascosta del nostro satellite; tutte le manovre sono state provate nei test dai quattro astronauti, che saranno sempre affiancanti dalla base di controllo, Lyndon B. Johnson, NASA a Huston e anche dal centro di controllo Estac dell’ESA nei Paesi Bassi. Attualmente l’equipaggio è a metà del viaggio verso la Luna, lo “slancio” avuto dall’orbita terrestre è stato ottimale e tra un paio di giorni dovrebbero arrivare.
In questo modo oltre a vedere il lato nascosto del satellite, gli astronauti riusciranno anche segnare il record del punto più distante dalla terra raggiunto da esseri umani, 7.400km dalla Luna, ben 2.400 km in più rispetto alla missione del programma Apollo 13, nel lontano 1970.
Il modulo spaziale è anche un banco di prova fondamentale e interessante per testare tutte le tecnologie sviluppate in collaborazione con il programma Artemis II, tra e quali un nuovo scudo termico largo 5 metri per la capsula capace di sopportare le elevatissime temperature al momento del ritorno verso l’atmosfera terrestre, quasi 3000°C; un sistema di comunicazione ottico con la mission control sulla Terra, un bagno del tutto nuovo per queste tipologie di missioni, su cui l’astronauta Koch è dovuta già intervenire e diventare un “idraulico spaziale”. Lo sviluppo del progetto ha visto il coinvolte molte aziende, in particolar modo quelle europee, di ben 13 paesi differenti, tra cui il consorzio Thales Alenia Space di Thales-Leonardo, che ha collaborato per la realizzazione della capsula Orion e il modulo propulsore fornito dall’ESA, l’ESM: European Service Module.
A cura di Filippo Maria Chiarelli
Immagine: Pixabay https://pixabay.com/photos/space-shuttle-rocket-lift-off-774/
Fonti:
Il PoST: https://www.ilpost.it/2026/04/02/artemis-ii-tempi-missione/
focus: https://www.focus.it/scienza/spazio/lancio-artemis-ii-successo-ritorno-luna-record
Leonardo: https://www.leonardo.com/it/news-and-stories-detail/-/detail/artemis-ii-verso-la-luna-con-leonardo
TgCom24: https://www.tgcom24.mediaset.it/spazio/artemis-ii-toilette-bagno-riparato-orbita-terrestre-missione-luna_110665752-202602k.shtml