La cucina italiana è patrimonio immateriale dell’Umanità

Il 10 dicembre 2025 si è svolta la decisione finale a Nuova Delhi sul riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO. La decisione ha avuto esito positivo, pertanto oggi la cucina italiana può vantare una nuova tutela a livello globale.

Il tema non è nuovo alla Redazione: infatti, sono stati scritti due precedenti articoli: il primo, che analizza gli aspetti formali della candidatura e spiega come un bene può ottenere questo elevato riconoscimento globale. Il secondo, invece, tratta il lato storico-critico della cucina italiana e di tutta l’opinione che gli ruota attorno.

  • L’evoluzione cronologica

Fermo rimane che, proseguendo l’analisi cronologica di detto riconoscimento, dopo l’evento nazionale ed internazionale “Il pranzo della domenica – Italiani a tavola” tenutosi il 21 settembre 2025, è giunto – dopo neanche due mesi – in data 10 novembre 2025 il primo parere tecnico con esito positivo dell’UNESCO in merito al dossier “La Cucina Italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale”. Dopo esattamente un ulteriore mese, in data 10 dicembre 2025, si è giunti a questo prezioso ed importantissimo riconoscimento.

  • Gli effetti di tale riconoscimento

Quali saranno gli effetti? Molteplici. Uno studio compiuto sull’impatto economico dei riconoscimenti UNESCO (curato dal Prof. Pier Luigi Petrillo, direttore cattedra UNESCO sul Patrimonio Culturale Immateriale all’Unitelma Sapienza, nonché professore di Cultural Heritage Management della LUISS Guido Carli) sia in termini di arrivi che in termini di presenze, i siti turistici dell’UNESCO abbiano riportato, sia negli arrivi che nelle presenze almeno dieci, ma anche venti punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Tali effetti positivi si sono verificati anche durante gli anni 2020-2021, quindi anche durante la piena emergenza pandemica. Negli anni 2023-2024 (post-pandemia) se gli arrivi hanno portato ad un valore negativo del -3,26%, i siti UNESCO hanno visto un aumento del 7,39%. Le presenze dei siti UNESCO, sempre nel periodo 2023-2024 hanno visto un incremento del 14,87% rispetto alla media nazionale del 2,5%.

In un caso cardine analizzato sempre dallo studio in analisi, avente ad oggetto la coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, divenuta patrimonio UNESCO dal 2014, ha portato, tra il 2014 ed il 2025, ad un imponente aumento delle aziende agrituristiche a Pantelleria, nonché delle presenze nella stessa isola. Viene rilevato come vi sia stato un “incremento complessivo a Pantelleria DOPO il riconoscimento UNESCO +500%” e che “In siti simili con pratiche agricole tradizionali e in località turistiche l’incremento complessivo è stato del +3,2% nel medesimo periodo (2014-2025)”. Effetti simili nella dinamica anche per l’arte dei “Pizzaiuoli” napoletani, patrimonio UNESCO dal 2017, che ha portato ad un aumento sia del numero dei corsi professionali, che del numero di scuole accreditate, sia in Italia, ma soprattutto all’estero. Altro caso analizzato è quello delle colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, patrimonio UNESCO dal 2019 con un incremento della crescita sia del settore turistico, che di quello imprenditoriale (anche in termini di forza lavoro), rilevando che “Confrontando i dati di questo territorio con quelli di un territorio simile, sia per le caratteristiche vitivinicole sia per la riconoscibilità a livello mondiale ma non patrimonio UNESCO si vede che la differenza a favore del sito UNESCO per forza lavoro complessiva è pari a +180%”.

  • La reazione delle Istituzioni

In un videomessaggio, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato che “Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo, che onora la nostra identità” in quanto, “per noi italiani la cucina non è solo cibo, non è solo un insieme di ricette”, ma “È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza”. Inoltre, ha affermato che “La nostra cucina nasce da filiere agricole che coniugano qualità e sostenibilità” e che “Custodisce un patrimonio millenario che si tramanda di generazione in generazione”. Inoltre, “Cresce nell’eccellenza dei nostri produttori e si trasforma in capolavoro nella maestria dei nostri cuochi”, e “viene presentata dai nostri ristoratori con le loro straordinarie squadre”.

Anche il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida ha rilasciato una serie di commenti su tale riconoscimento. In particolare, ha affermato che “Questo riconoscimento celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione” e che “La Cucina Italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione”. Il Ministro conclude facendo presente che “Questo riconoscimento è motivo di orgoglio ma anche di consapevolezza dell’ulteriore valorizzazione di cui godranno i nostri prodotti, i nostri territori, le nostre filiere” e che “Sarà anche uno strumento in più per contrastare chi cerca di approfittare del valore che tutto il mondo riconosce al Made in Italy e rappresenterà nuove opportunità per creare posti di lavoro, ricchezza sui territori e proseguire nel solco di questa tradizione che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell’Umanità”.

 

A cura di: Antonio Natale

 

Fonti

Foto di -Rita-👩‍🍳 und 📷 mit ❤ da Pixabay (link: https://pixabay.com/it/photos/tagliatelle-pasta-crudo-colorato-2060886/ )

 

 

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