Lidi e nautica da diporto: visioni a confronto e analisi dei costi

I lidi attrezzati e la nautica da diporto al giorno d’oggi possono essere considerati quasi due mondi antitetici. Dopo la Pandemia i due mondi sono radicalmente cambiati: a fronte di un forte aumento della nautica da diporto, sono parallelamente esplose le polemiche contro gli imprenditori balneari, in realtà presenti da anni nel dibattito pubblico italiano.

La critica che più spesso si volge contro i balneari nasce dal sistema di concessioni. Infatti, in Italia le spiagge appartengono al cd. demanio marittimo, cioè beni pubblici indisponibili destinati all’uso collettivo. La gestione di questi tratti di arenile avviene tramite le cd. concessioni balneari, che attribuiscono a privati il diritto di sfruttare economicamente aree costiere dietro pagamento di un canone. La direttiva Bolkestein (2006/123/CE) impone procedure di gara trasparenti e non discriminatorie per l’assegnazione delle concessioni, in contrasto con la continua prassi italiana delle proroghe automatiche, aprendo procedure di infrazione e contenziosi che mette in discussione la tenuta stessa del modello tradizionale di stabilimento balneare.[1]

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A fronte di canoni mai completamente adeguati ai tempi attuali, i prezzi dei servizi sono contestualmente aumentati di pari passo al costo della vita. Problematica molto pesante invece è il mancato adeguamento degli stipendi al costo della vita, e di conseguenza la stagflazione ha duramente colpito pure gli utenti medi di questi lidi. Il sindacato dei balneari denuncia una contrazione fino al 25% dei consumi nel mese di luglio, adducendo però come ulteriore motivazione un cambiamento delle abitudini di vacanza post covid.[2]

Alle problematiche generali legate a fattori economici si aggiungono spesso anche fattori soggettivi. Una minoranza dei gestori degli stabilimenti quest’estate ha imposto comportamenti molto restrittivi – se non illeciti – ai propri consumatori, come denunciato più volte dall’avvocato Massimiliano Dona attraverso i suoi canali social, presidente dell’associazione Consumatori.it. Detti comportamenti hanno purtroppo sicuramente inficiato la categoria, portando gli abituali frequentatori a non frequentare più i lidi come principio personale.

Posta la contrazione del turismo balneare, si è assistito invece ad una espansione del settore nautico. Secondo il Ministero dei trasporti e la Confindustria, a fronte di una lieve flessione delle patenti nautiche dal 2021 al 2023 la consistenza del diporto nautico è salita, tanto da superare quota 500.000 imbarcazioni, tra mercati immatricolati e non. L’export italiano si è notevolmente espanso, sia in termini di tonnellaggio varato dai cantieri nautici, che in termini monetari di fatturato, raggiungendo quota 4 mld di euro nel 2023.[3]

Notevole è altresì l’introduzione del nuovo cd. patentino nautico, che sta entrando a pieno regime da quest’anno. Questa patente (patente nautica “D1”), conseguibile sin dai 16 anni, abilita alla conduzione di natanti a motore con potenza non superiore ai 115 cv e lunghezza minore di 10 m con l’obbligo di navigazione diurna entro 6 miglia nautiche. Oltre i 18 anni le dimensioni aumentano: è permessa la conduzione fino a 12 m.

Posto che l’esperienza nautica insegna di come con una potenza del genere non si possa motorizzare adeguatamente un natante di non più di 23 – 24 piedi (poco più di sette metri), i costi del mantenimento di un’imbarcazione del genere sono tutto sommato accessibili da parte di una famiglia di classe media.

In breve, i costi principali per il mantenimento a) sono il costo dell’ormeggio: presso porti regionali intorno ai 3.000€ annui; b) assicurazione rc: molto contenuta, circa 150€ annui; c) manutenzione ordinaria: circa 500€ annui. Il costo dell’utilizzo incide per circa 4000€, considerando 80 ore di navigazione annua ed un consumo medio di 25 l/h [4]. Questo dato è molto variabile: determinare a priori quanto possa consumare una macchina è molto difficile, con le barche è quasi impossibile… vento, condizioni del mare, capacità di guida… le variabili in considerazione sono troppe.

Se da un lato i lidi attrezzati rappresentano una forma tradizionale di fruizione del mare, ma spesso con restrizioni e contesti amministrativi spesso in crisi, l’imbarcazione da diporto emerge come una modalità di fruizione più autonoma, libera e flessibile. Certamente i costi del lido attrezzato sono inferiori. Ad Ostia, località di mare nei pressi della Capitale, una cabina con un ombrellone e due lettini mediamente raggiunge i 4.000€ a stagione. I costi per l’imbarcazione sono di molto superiori, soprattutto per quanto riguarda l’acquisto, ma se messi a paragone con una spesa stagionale presso una località rinomata diventano irrisori. Certamente l’autonomia e la libertà del natante non hanno paragoni.

Non bisogna neanche dimenticarsi della possibilità di evitare l’acquisto di un natante (e quindi l’ingente investimento iniziale), ma allo stesso tempo utilizzarlo, spesso e volentieri senza dover sostenere i costi di mantenimento, ricorrendo a formule quali il noleggio giornaliero o di medio o di lungo termine. Rimane poi ferma la possibilità di ricorrere anche ai consueti mezzi finanziari noti anche nel mondo immobiliare, dell’automotive e delle imprese, quale il leasing ed il finanziamento.

Trarre però una conclusione definitiva è difficile, se non impossibile, anche se la tendenza del mercato nautico italiano può comunque aiutare a definire le intenzioni dei consumatori.

 

A cura di: Riccardo Blaso

 

Fonti

[1] Italia Appalti: https://www.italiappalti.it/leggiarticolo.php?id=5701

Parlamento europeo: https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2017/596809/IPOL_STU%282017%29596809_IT.pdf (pagg. 18 ss)

[2] Sky Tg24: https://tg24.sky.it/economia/2025/08/08/calo-turismo-balneare-dati-estate-2025

[3] Dipartimento per le politiche del mare – Presidenza del Consiglio dei Ministri: https://www.dipartimentopolitichemare.gov.it/media/zyuhf4iz/la-nautica-da-diporto-in-italia_altagammadeloitte2024-66.pdf

L’informatore navale: https://www.informatorenavale.it/news/confindustria-nautica-pubblicati-i-dati-della-nuova-edizione-di-monitor-il-rapporto-sul-mercato-della-nautica-da-diporto/?output=pdf

[4] Barche Mania: https://www.barchemania.com/quanto-consuma-una-barca/

Foto di repertorio interna

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