L’Ucraina e l’Unione europea: un nuovo elemento in comune

Come è ormai ben noto, l’Ucraina ha cominciato formalmente il processo di adesione all’Unione europea nel febbraio 2022. Anche se non ricade ancora nell’Unione europea, si vedono già i primi effetti, di cui uno nella vita di tutti i giorni: la telefonia.

Una sintesi sullo stato dell’arte del processo di adesione dell’Ucraina all’UE

Il 24 febbraio 2022 è una data che non va assolutamente dimenticata: torna la guerra in Europa, con la Russia che ha invaso l’Ucraina. Ma questo contenuto non è volto a descrivere i dettagli bellici di questo conflitto in atto, bensì vuole evidenziare come l’Ucraina si stia sempre di più avvicinando ad essere parte dell’Unione europea.

Un primo passo molto importante è stato compiuto soltanto quattro giorni dopo la data sopracitata: il 28 febbraio 2022 l’Ucraina ha presentato la domanda di adesione all’Unione europea. Il 23 giugno 2022, con il riconoscimento della prospettiva europea da parte del Consiglio europeo, l’Ucraina ha assunto formalmente lo status di paese candidato ed il 14 dicembre 2023 il Consiglio europeo, dopo la raccomandazione della Commissione (giunta l’8 novembre 2023) ha deciso di avviare i negoziati di adesione con l’Ucraina. Il 12 marzo 2024 la Commissione ha presentato al Consiglio un progetto quadro per i negoziati di adesione all’Ucraina, che sono stati poi avviati il 25 giugno 2024.

Questo periodo si può definire “delle riforme”: in particolare, l’Ucraina dovrà dimostrare la sua idoneità a far parte dell’UE: in particolare, ai sensi dell’art. 49 TUE, oltre ad essere uno Stato parte del Vecchio Continente, “deve rispettare i valori comuni affermati dagli Stati membri dell’Unione e impegnarsi a promuoverli”. Siffatti valori risiedono, ai sensi dell’art. 2 TUE, nella “dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti alle minoranze”.

Un primo effetto: l’Ucraina nell’area roaming dell’UE

Dal 15 giugno 2017 tutti i cittadini dell’Unione europea possono utilizzare il loro cellulare nazionale anche negli altri Paesi dell’Unione e dello Spazio Economico Europeo, senza incorrere in tariffe aggiuntive, ma rispettando la clausola dell’“uso corretto dei servizi di roaming” (utilizzare prevalentemente la sim nazionale all’interno del Paese di emissione ed occasionalmente negli altri Paesi dell’UE).

Chiaramente, l’Ucraina non rientra nell’ambito di applicazione di questo effetto dell’Unione europea, non facendone ancora parte, ma qualcosa sta cambiando. Anzi, già è cambiata. Infatti, già sono in vigore (anche dal 2022) accordi volontari tra operatori europei ed operatori ucraini per applicare prezzi agevolati per i servizi di roaming telefonico.

Uno sviluppo significativo su questo tema si è però registrato il 17 giugno 2025, quando la Commissione europea ha proposto di integrare l’Ucraina nella zona di roaming unionale. Nel merito, la Presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha affermato che “Vogliamo che i cittadini ucraini rimangano in contatto con i loro cari in tutta l’UE e nel loro paese d’origine. Ecco perché proponiamo che l’Ucraina si unisca alla nostra famiglia in roaming. Ancora una volta riaffermiamo il nostro costante impegno a sostenere l’Ucraina e i suoi cittadini”.

La Commissione europea ha rilevato, in particolare, che sempre nel mese di giugno 2025 l’Ucraina ha dichiarato di aver pienamente allineato la propria normativa di roaming a quella dell’Unione europea. Pertanto – rileva la Commissione, dopo una valutazione – l’Ucraina soddisfa i requisiti necessari per applicare le norme eurounionali in materia di roaming. Siffatta proposta è stata accolta dal Consiglio. Pertanto, gli utenti ucraini potranno beneficiare delle normative eurounionali in materia di roaming a partire dal 1° gennaio 2026, alla stregua degli utenti UE.

Fonti

 

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