Sicuramente, uno dei tanti effetti della globalizzazione è dato dal commercio elettronico, pertanto quello che avviene con internet. Oggi, qualunque bisogno di beni o servizi può oggi essere soddisfatto con una manciata di clic, senza doversi scomodare nella ricerca fisica degli stessi. Sicuramente, gli effetti positivi sono tanti (maggiore ampiezza del mercato, maggiore concorrenza, prezzi più bassi e possibilità di soddisfare anche domanda molto specifica), ma non vanno sottovalutati quelli negativi, tra cui quello dato dalla maggiore possibilità che vengano messi in commercio prodotti non conformi alle norme unionali.
Proprio per via della rapida crescita del commercio elettronico – rileva la stessa Commissione – i prodotti importati (tra cui anche quelli acquistati online) “non sempre sono conformi alle norme dell’UE in materia di sicurezza, protezione o standard ambientali”. Situazione chiaramente molto rischiosa per i soggetti – consumatori e non – situati nell’Unione europea, in quanto la conformità dei prodotti alle norme eurounitarie fa sì che codesti soddisfino criteri rigorosi, tra cui norme funzionali, tecniche, di sicurezza, sanitarie e ambientali. Essendo norme uniformi (quindi applicate sui prodotti a prescindere da dove provengano), codeste fanno sì che vi siano delle condizioni di parità a cui le imprese devono conformarsi; quindi, viene promossa una concorrenza leale e garantito un migliore rapporto qualità/prezzo con prezzi competitivi e standard di alta qualità.
Come sta agendo l’Unione europea? La proposta di riforma doganale
L’Unione europea non è rimasta indifferente a questa situazione: va infatti segnalato che è stata pubblicata la proposta di riforma doganale. Siffatta proposta ha l’obiettivo di rispondere alle esigenze dettate non solo all’enorme aumento dei volumi commerciali, in particolare nel commercio elettronico, ma anche all’aumento delle norme UE la cui applicazione va controllata alle frontiere e all’evoluzione delle realtà e delle crisi geopolitiche.
Con siffatto progetto, l’UE vuole affrontare questo nuovo contesto commerciale dato da importazioni non conformi e dal commercio online. Tra le misure, nella presente proposta emerge l’idea di istituire un centro doganale digitale dell’UE, volto a sostituire gradualmente le infrastrutture doganali nazionali degli Stati membri. Questo, ritiene l’UE, comporterà un risparmio nei costi operativi fino a 2 miliardi di euro. Inoltre, è prevista l’istituzione di un’Autorità doganale dell’UE: codesta fara sì nel migliorare l’approccio dell’UE alla gestione dei rischi e dei controlli doganali. Ma non solo: sarà rafforzata la capacità delle dogane nell’individuazione e nell’esclusione dei prodotti non conformi. Inoltre, le dogane dell’UE saranno adeguate ad un’era più verde e digitale e nel contribuire ad un mercato più sicuro e competitivo.
Con questo nuovo quadro, saranno semplificati e razionalizzati gli obblighi di dichiarazione doganale per gli operatori commerciali, con impatti dati dalla riduzione dei tempi per il completamento dei processi di importazione con un’unica interfaccia UE e con la facilità nel riutilizzo dei dati. Misure idonee per realizzare l’obiettivo posto dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che consiste nella riduzione degli oneri di cui sopra al 25%, senza compromettere gli obiettivi strategici.
Più nello specifico, siffatta riforma si muoverà su tre pilastri: “una nuova partnership con il business”, “un approccio più intelligente ai controlli doganali” ed “un approccio più moderno all’e-commerce”.
Per il primo pilastro, l’Ue si avvarrà proprio del nuovo centro doganale digitale – che comincerà ad essere operativo e consultabile nel 2028, utilizzabile dalle imprese che lo vorranno nel 2032, ma sarà obbligatorio utilizzarlo per tutte le imprese che vorranno importare prodotti in UE dal 2038 – dove le imprese che intenderanno immettere in commercio propri prodotti nell’UE potranno inserire in tale portale i dati richiesti. Operazione che sarà necessario compiere una sola volta per più spedizioni. Tali dati, grazie all’Intelligenza Artificiale ed all’intervento umano, permetteranno alle autorità di avere una panoramica completa delle catene di approvvigionamento e della circolazione delle merci. Inoltre, gli operatori più affidabili (cc.dd. operatori “Trust and Check”) potranno immettere siffatti dati e porre le proprie merci nel commercio nell’Unione europea senza alcun intervento doganale attivo.
Per il secondo pilastro della riforma (“Un approccio più intelligente ai controlli doganali”) si propone l’implementazione di una “visione d’insieme” delle catene di approvvigionamento e dei processi di produzione delle merci destinate al mercato dell’Unione europea. In particolare, tutti gli Stati membri potranno accedere a dati in tempo reale e saranno in condizione di condividere le informazioni nell’ottica di rispondere ai rischi in maniera più coerente, rapida ed efficace. Per l’analisi, il monitoraggio dei dati e la previsione dei problemi prima addirittura che le merci vengano spedite in UE sarà utilizzata l’Intelligenza Artificiale. In questo modo, le autorità nazionali potranno concentrare sforzi e risorse dove risultano necessari, impedendo l’ingresso di merci illegali o non sicure ed applicare il numero sempre più maggiore di norme UE che vietano merci contrarie ai valori comuni. Vantaggi si registreranno anche nella riscossione dei dazi e delle imposte. Tutte le informazioni saranno messe in comune e valutate a livello UE con la nuova autorità doganale dell’UE.
Riguardo il terzo pilastro della riforma (“Un approccio più moderno all’e-commerce”) sarà previsto che le piattaforme risponderanno nel garantire che i dazi doganali e l’IVA siano assolti al momento dell’acquisto, per far sì che i consumatori non subiscano oneri nascosti o pratiche burocratiche improvvise al momento dell’arrivo del pacco. Inoltre, le piattaforme fungeranno da garanti anche nella sicurezza degli acquisti e della loro conformità alle norme ambientali, di sicurezza ed etiche dell’UE. Inoltre, sarà rivista la soglia di esenzione dei dazi doganali, ad oggi fissata a 150 euro, utilizzata fraudolentemente da truffatori che sottovalutano i pacchi al fine di evitare tali imposte.
Riguardo i dazi, inoltre, sarà semplificato il calcolo dei dazi doganali per le merci di basso valore più comuni, e le categorie di dazi saranno ridotte a 4, per rendere più facile il calcolo per i piccoli pacchi ed eliminando il potenziale di frode. A fronte di tali misure, l’UE prevede entrate doganali aggiuntiva pari ad 1 miliardi di euro all’anno.
Altre iniziative dell’UE
Inoltre, dalla comunicazione della Commissione “su un pacchetto completo di strumenti dell’UE per un commercio elettronico sicuro e sostenibile“, è emersa la necessità di procedere ad un rafforzamento dei controlli doganali.
È previsto anche un intervento nel mondo imprenditoriale: in particolare, l’Unione europea farà in modo di creare “un contesto imprenditoriale favorevole”, promuovendo la competitività e sostenendo la crescita economica ed, allo stesso tempo, garantendo la protezione dei cittadini e dell’ambiente.
Qualche dato
Dalla relazione di cui sopra, è emerso che nel periodo compreso dal 2022 al 2024 i controlli doganali sulla conformità dei prodotti aumentati ogni anno. Quindi molti prodotti hanno ricevuto un diniego all’ingresso nell’UE in quanto non conformi alle norme eurounitarie oppure pericolosi. In tutto il territorio dell’Unione europea sono stati rifiutati – mediamente – 13 articoli per milione di prodotti svincolati. Il problema – che rimane tuttora – è dato dall’espansione delle importazioni date dal commercio elettronico che ha superato la velocità di attuazione delle misure di controllo. Anche per queste ultime è richiesto, proprio per queste sfide emergenti, un miglioramento.
Lo scopo che si pone la relazione è quello di fornire un supporto alla Commissione europea e gli Stati membri alla migliore comprensione delle sfide che le dogane sono chiamate ad affrontare nell’attività di controllo della conformità dei prodotti e nell’individuazione di misure volte a migliorare l’applicazione delle norme UE.
Una strategia: migliorare la cooperazione tra le autorità doganali e rafforzare i controlli
La relazione, presentando ed analizzando i dati statistici provenienti dagli Stati membri dell’UE sui controlli di conformità dei prodotti provenienti da Paesi terzi all’Unione europea, ha riconosciuto il ruolo cruciale che continuano a svolgere i controlli doganali. Allo stesso tempo, in siffatto documento, viene individuato che è fondamentale creare una migliore cooperazione tra le autorità doganali e le autorità di vigilanza del mercato, anche mediante la digitalizzazione. Siffatta cooperazione si rivelerebbe fondamentale nel negare l’accesso al mercato dell’UE dei prodotti non conformi.
Queste le parole di Maroš Šefčovič, Commissario per il commercio e la sicurezza economica e per le Relazioni interistituzionali e la trasparenza: “Poiché continuiamo a registrare un’impennata delle importazioni di commercio elettronico, è imperativo intensificare i controlli doganali e la cooperazione con le autorità del mercato unico per garantire che solo i prodotti conformi e sicuri entrino nel mercato dell’UE e raggiungano i nostri cittadini” e che “Di fronte alla crescente concorrenza delle piattaforme online, ciò è essenziale anche per creare condizioni di parità per le nostre imprese dell’UE che rispettano le norme”, aggiungendo che “L’imminente riforma doganale dell’UE sarà un punto di svolta a tale riguardo, consentendo agli Stati membri dell’UE di collaborare in modo più efficace e di agire come un’unica entità”.
A cura di: Antonio Natale
Fonti
Commissione europea: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_25_1990 e https://taxation-customs.ec.europa.eu/customs/eu-customs-reform_en
Per l’immagine: foto di Andreas da Pixabay (https://pixabay.com/it/photos/contenitore-trasporto-porta-6559906/ )