Il 28 Luglio è stato firmato un “cessate il fuoco” successivamente violato da entrambe le parti con nuove accuse: contro la Cambogia per aver utilizzato mine antiuomo e contro la Thailandia per aver effettuato attacchi violando il trattato. Nel mentre il conteggio dei morti supera le 38 vittime e sono centinaia di migliaia gli sfollati.
Da dove nasce questo conflitto? La contesa affonda le radici in una mappa coloniale del 1907, la delimitazione coloniale tra il Siam (ex-Thailandia) e l’Indocina Francese ha già causato violenze in passato, in particolare attorno al tempio di Preah Vihear, dal 2008 patrimonio UNESCO, assegnato alla Cambogia dalla Corte Internazionale nel 1962 e confermato nel 2013, una decisione da sempre mal digerita dalla Thailandia.
La Thailandia verso una crisi? La crisi arriva in un momento politicamente delicato per Bangkok, con la premier Paetongtarn Shinawatra sospesa per uno scandalo legato alla gestione della controversia: è stata diffusa una telefonata informale con l’ex controparte Cambogiana Hun Sen nella quale la Leader usava l’appellativo “Zio”, ciò dovuto al fatto che nella cultura thailandese si riconosca come una forma di rispetto. Probabilmente però, questo è dato anche dalla stretta amicizia tra l’ex premier Thaksin, Padre di Paentogarn e Hun Sen, ex primo ministro Cambogiano, nonché padre dell’attuale ministro, che dal colpo di Stato del 1997 tiene salde le redini del paese, governando con il pugno di ferro e tramite purghe ed omicidi. I toni conciliatori della leader sono stati interpretati come un segno di debolezza e questo è stato il grilletto che ha provocato una mobilitazione nazionalista che ha travolto l’equilibrio di governo.
I due paesi a confronto: Il confronto tra i due paesi è pressoché impietoso, la Thailandia si estende per circa 3 volte la grandezza della Cambogia, con i suoi 71 milioni di abitanti ha prodotto nel 2024 un PIL di 483 miliardi di $ in crescita ed una spesa militare di circa 7 miliardi di $. La Cambogia conta su 18 milioni di abitanti, con un PIL nel 2024 di 42 miliardi di dollari ed una spesa militare di appena 700 milioni di $. La Thailandia dispone di caccia da combattimento, una porta aerei, una flotta navale di rilievo e sta acquistando dei sommergibili, mentre la Cambogia non dispone di nulla di tutto questo e può contare su una capacità militare molto limitata ed uno scarso potere di deterrenza.
Conclusioni: La guerra thailandese-Cambogiana sta mettendo in evidenza i limiti ormai strutturali dell’AESAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico), il quale adotta una politica di non interferenza, ma la divergenza strategica tra i due paesi lascia presagire la paralisi di ogni ipotesi di mediazione formale. Sullo sfondo, le tensioni economiche, aggravate dalla minaccia di dazi USA fino al 36%, e le ritorsioni commerciali tra i due Paesi. Secondo analisti, la disputa rischia di minare ulteriormente la coesione del blocco regionale e di favorire le strategie di “divide et impera” di Washington, mentre Cina e potenze asiatiche osservano con attenzione.
I due paesi coinvolti, incapaci di sbarazzarsi dell’ombra di un colonialismo passato, rischiano di trasformare il conflitto in una guerra di procura, ma per il momento tutte le opzioni sono sul tavolo.
A cura di Matteo Pieropan
Fonti:
Ispi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/thailandia-cambogia-venti-di-guerra-214809
geopolitica.info: https://www.geopolitica.info/confini-thailandia-cambogia-asean/
Limes: https://www.limesonline.com/rubriche/il-mondo-oggi/usa-russia-trump-thailandia-cambogia-israele-olanda-19744188/