In una situazione patologica, ovvero in cui il Parlamento esula dal solco tracciato dai cittadini attraverso le elezioni politiche, questi ultimi possono sfruttare alcuni “correttivi”, e tali sono gli istituti di democrazia diretta come l’iniziativa legislativa popolare ed il referendum abrogativo. La prima consente di sottoporre all’esame del Parlamento (che rimane quindi l’unico organo capace di approvare gli atti aventi forza di legge) un progetto di legge direttamente voluto dal popolo, dietro presentazione di almeno cinquantamila firme di elettori. I regolamenti parlamentari – che appunto regolano il procedimento di formazione delle leggi – attribuiscono all’iniziativa popolare una sorta di “corsia preferenziale”.
Il referendum abrogativo, invece, ha l’effetto opposto: rimuovere dall’ordinamento un atto avente forza di legge considerato talmente sgradito che la stragrande maggioranza degli elettori avrebbero votato contrariamente alla sua emanazione. Per proporre un referendum, così come l’iniziativa legislativa popolare, bisogna dimostrare che i quesiti interessino all’elettorato, allegando cinquecentomila firme (numero di gran lunga differente rispetto a quanto necessario per l’iniziativa di legge popolare).
In un discorso prettamente giuridico, rimanendo nel corso sancito dalla Carta Costituzionale del ’48, il quorum si pone come un istituto inderogabile, posto a garanzia sia dell’ordinamento stesso, che della sovranità popolare.
Il quorum – così come le firme – riveste la funzione di garantire l’integrità dell’ordinamento democratico-rappresentativo. Il referendum, infatti, deve rappresentare un’eccezione, una sanzione ad un comportamento palesemente e gravemente errato del legislatore. Invece, spesso, si è esorbitato, nel ricorrervi, alle funzioni di cui sopra. Tant’è che l’unico recente referendum (abrogativo) in cui sono stati raggiunti sia il quorum che i Sì è quello del nucleare, per cui si rimanda agli altri interventi.
Il quorum tutela anche la sovranità popolare. Ammettere l’abrogazione di una legge grazie a 10-20mila sì risulterebbe assurdo, considerando che ogni deputato rappresenta circa 100mila elettori. Permettere tale abrogazione da un gruppo così ristretto di elettori sarebbe sconfessare lo stesso sistema democratico di maggioranza.
Piuttosto che dell’abolizione del quorum, si può invece discutere dell’elevazione del numero di firme necessarie a proporre un referendum, attualmente fissate a 500mila. Tenendo a mente della tutela che svolge contro gli abusi, si può calcolare come, se nel 1946 vi erano circa trenta milioni di aventi diritto al voto, detto numero di firme rappresentava circa l’1,5% degli elettori. Con le dovute proporzioni, al giorno d’oggi tale limite dovrebbe essere posto a 750mila firme, se non addirittura di più, data ora la facilità di firmare attraverso i mezzi digitali, mancando la ‘scomodità’ di doversi effettivamente impegnare e preoccupare di andare a firmare ai banchetti dei promotori.
Come già anticipato, questo ragionamento è prettamente giuridico, ed esula da qualsiasi considerazione politica che non sia già stata compiuta all’atto di promulgazione della Costituzione repubblicana. Ciò non vuol dire che la Costituzione sia immutabile ed inesorabile. Già la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, frutto della Rivoluzione Francese, sanciva che «Un popolo ha sempre il diritto di rivedere, riformare e cambiare la propria Costituzione. Una generazione non può assoggettare alle sue leggi le generazioni future.», ed in tale scia si pone la possibilità di revisione costituzionale così come prevista dai Padri costituenti, ma questa attiene appunto ad una valutazione politica che esula dai nostri ragionamenti.
Bibliografia
Diritto Pubblico, Franco Modugno (a cura di). Giappichelli 2023
Dodici Lezioni di Diritto Costituzionale, Alfonso Celotto, Editoriale Scientifica 2019
Dati elettorali a cura del Ministero dell’Interno su Eligendo
(https://elezioni.interno.gov.it/risultati/20250608/referendum/scrutini/italia/italia)
Fonte immagine: foto di succo da Pixabay (https://pixabay.com/it/photos/martello-libri-legge-piatto-719066/)