Guida sport per sport ai favoriti azzurri per le medaglie di Milano-Cortina
Milano-Cortina 2026 (6–22 febbraio) non sarà solo “l’Olimpiade in casa”: per l’Italia è anche un test di maturità sportiva. La squadra azzurra arriva a questa edizione con una squadra numerosa e ambiziosa, con un perfetto mix tra veterani e talenti in rampa di lancio. L’obiettivo dichiarato è migliorare o almeno eguagliare il bottino di medaglie ottenuto a Pechino 2022 (17 podi) e magari puntare oltre le 19 previste dal CONI nella proiezione ufficiale.
Sci alpino
La locomotiva resta il blocco velocità. Nelle donne la punta di diamante è Sofia Goggia con 2 vittorie su 2 in super-G in Coppa del Mondo e una stagione altalenante in discesa libera e slalom gigante (1 vittoria in DH e poche top-10, poco per gli standard altissimi a cui ci ha abituato), già oro (Pyeongchang 2018) e argento olimpico (Pechino 2022) in discesa. L’altra freccia è rappresentata dal ritorno di Federica Brignone (tre medaglie olimpiche e vincitrice della Coppa del Mondo in quattro specialità, tranne lo slalom e di una generale). È tornata con un clamoroso sesto posto nella prima gara dopo un anno di infortunio e proverà a far saltare il banco, almeno in Super-G. Più difficile una sua partecipazione alla discesa libera, fisicamente molto più impegnativa.
Occhio anche alle outsider come Laura Pirovano e Nicol Delago in discesa o Irene Curtoni in Super-G, magari ispirate dal bronzo a sorpresa di Nadia Delago a Pechino 2022.
Sul versante maschile fari l’eterno Dominik Paris, che negli ultimi anni ha tenuto da solo in alto la bandiera dello sci maschile, punta esplicitamente alla medaglia sulla Stelvio, pista che conosce e dove ha costruito parte della sua carriera. Le speranze italiane sono state rinnovate da Giovanni Franzoni, sempre meno sorpresa e sempre più protagonista. Con le due vittorie (una in Super-G e una in discesa libera in Coppa del Mondo) si è preso la scena dello sci mondiale nelle ultime due settimane.
Lo slalom è una disciplina in cui ad oggi c’è un solco tra i primi 4/5 e gli altri, che solo Alex Vinatzer e le sue seconde manches importanti hanno saputo ridurre questa stagione. Chissà che non la combini grossa in casa…
Sci di fondo.
Lo sci di fondo è la disciplina in cui l’Italia vanta il numero maggiore di medaglie olimpiche (36), con una tradizione che negli ultimi anni non si è persa solo grazie ai due argenti di Pyeongchang e Pechino a firma dell’eterno Federico Pellegrino, che cerca la tripletta di medaglie a Milano-Cortina. Di atleti più forti, almeno sulla carta ce ne sono, ma Pellegrino continua a stare stabilmente nel giro dei podi e, in una gara olimpica “secca”, la sua solidità ed esperienza possono fare la differenza. Occhio anche alla team sprint, dove l’Italia è tra le favorite per un piazzamento sul podio.
Biathlon.
Il Biathlon è lo sport con gli sci dove l’Italia ha le maggiori chance di medaglia. Negli uomini Tommaso Giacomel arriva nel 2026 da nuovo protagonista del Biathlon mondiale (secondo posto in classifica generale), accompagnato dall’esperto Lucas Hofer (2 bronzi olimpici e 4 medaglie mondiali).
Nelle donne Lisa Vittozzi (una Coppa del Mondo generale, quattro Coppe di specialità, due ori mondiali e un bronzo olimpico) e Dorothea Wierer (2 generali, 4 Coppe di specialità, tre bronzi olimpici e 12 medaglie mondiali). Wierer è alla sua ultima stagione mentre Vittozzi invece è reduce da un anno d’infortunio e la sua forma fisica rimane un’incognita dopo una stagione con alti e bassi in Coppa del Mondo. Entrambe proveranno a far valere la loro costanza al poligono per scalare le gerarchie dei pronostici, che per ora le vedono nel giro delle medaglie ma non tra le super-favorite.
Una squadra del genere non può non essere tra gli indiziati principali per un podio nella staffetta mista. Con 2 sessioni di tiro per ogni atleta le staffette in questa disciplina sono sempre difficilmente pronosticabili, ma è pur vero che l’ultima staffetta mista della stagione di Coppa del Mondo ha sentito suonare l’inno di Mameli…
Freestyle (sci acrobatico)
In questa disciplina il 2026 può essere l’Olimpiade dei nuovi volti. Flora Tabanelli è entrata nel radar non come promessa generica, ma con titoli e ambizioni esplicite tra big air e slopestyle, discipline perfette per un colpo da highlight. Nello skicross, Simone Deromedis non si nasconde e punta apertamente alla medaglia.
Sci alpinismo
Per la disciplina Milano-Cortina sarà il debutto olimpico. L’Italia parte con atleti di vertice e con una tradizione che, in questo sport, conta ancora: nomi come Alba De Silvestro e Michele Boscacci mettono gli Azzurri direttamente nel gruppo dei possibili protagonisti.
Pattinaggio di velocità
Sui pattini l’Italia può ugualmente tenerci incollati ai televisori, ipnotizzati dalla classe con cui ciclicamente le atlete e gli atleti percorrono l’anello di ghiaccio.
Possono sperare nel podio diversi atleti italiani. Prima fra tutti Francesca Lollobrigida con un’oro e un argento a Pechino 2022 e fresca dell’oro nei 5000 metri ai mondiali del 2025 e dell’argento nella mass start agli europei qualche settimana fa. Al maschile occhi puntati su da Davide Ghiotto, che detiene il record mondiale sui 10.000 metri, e Andrea Giovannini, oro ai Campionati mondiali nella partenza in linea di Hamar 2025. Attenzione anche alle staffette, dove l’Italia rimane competitiva.
Short track
Rispetto alla velocità si accorcia la distanza, ma si allunga a dismisura il palmares. Stiamo a di Arianna Fontana, che vanta ben 11 medaglie olimpiche, 11 podi mondiali, 81 podi in Coppa del Mondo, con 21 ori e 34 medaglie agli Europei, con 18 ori. Inutile dire che arriva con l’obiettivo dichiarato di essere competitiva su tutte le distanze olimpiche (500, 1000, 1500 metri) e di inseguire un’altra, ennesima, medaglia.
Ma il punto è che l’Italia non è più “Fontana-dipendente”. Nelle donne Arianna Sighel ha vinto il bronzo europeo nei 1500 una settimana fa, mentre Elisa Confortola, 23 anni, deve ancora affermarsi sulla scena internazionale, ma porta con sé molte speranze. Negli uomini, invece, Pietro Sighel ha messo insieme una stagione da riferimento nei 1000, proprio la distanza che spesso decide il peso specifico di un atleta ai Giochi. Accanto a lui Luca ha conquistato la medaglia d’argento nei 1000 agli europei e Thomas Nadalini ha messo in fila due bronzi nei 1000 e 1500.
Dagli Europei alla competizione mondiale il percorso è lungo e passa per nazioni che sono mostri sacri di questo sport, come Corea del Sud, Cina e Canada, ma i risultati degli ultimi europei fanno sperare bene anche per le staffette, in cui la squadra italiana ha una lunga tradizione vincente.
Pattinaggio di figura
Nella figura meno la spedizione italiana si presenta con meno favoriti e più outsider. Conti/Macii hanno già dimostrato di poter stare sul podio internazionale e puntano a capitalizzare l’effetto olimpiade di casa. Nella danza, Guignard/Fabbri restano una garanzia di continuità ad altissimo livello. Matteo Rizzo, con risultati recenti importanti, aggiunge un’altra linea di credito alla spedizione.
Curling
Nel curling il ragionamento è semplice: se sei campione olimpico in carica e campione mondiale in carica nel doppio misto, non puoi che essere tra i favoriti. Constantini/Mosaner hanno già dimostrato di saper reggere la pressione olimpica e nel 2025 sono tornati a gareggiare insieme, vincendo l’oro mondiale in Canada: what else?
Snowboard alpino
Qualche numero: in questa stagione di Coppa del Mondo l’Italia dello snowboard alpino ha vinto 11 gare sulle 19 finora disputate. Dieci snowboarder diversi (sette uomini e tre donne) hanno vinto almeno una volta in Coppa del Mondo e l’Italia è arrivata sul podio 24 volte. In nessun altro sport invernale l’Italia è così dominante. È perfino successo, sempre in questa stagione di Coppa del Mondo, che fossero italiani il primo, il secondo e il terzo classificato. Insomma, un dominio sistemico, non individuale.
I volti simbolo al maschile sono quelli di Maurizio Bormolini, Roland Fischnaller (ben 45 anni e ancora ai vertici del circuito), mentre al femminile Lucia Dalmasso e Elisa Caffont stanno dimostrando di poter stare davanti stabilmente, con giovani come Jasmin Coratti già in grado di fare risultato.
Purtroppo, alle Olimpiadi lo snowboard alpino prevede un solo formato di gara, lo slalom gigante parallelo. In gare che si giocano sul filo dei centesimi, l’avere una sola competizione con un format di torneo (tabellone 1vs1 con eliminazione), rende l’ottenimento di una medaglia un evento molto più aleatorio.
Snowboard cross
Nel cross, Michela Moioli (oro olimpico a Pyeongchang, 7 medaglie mondiali e 46 podi in Coppa del Mondo) è campionessa mondiale in carica e, nonostante una forma fisica non ottimale, è un’atleta che nei grandi appuntamenti tende sempre salire di livello.
Omar Visintin (2 medaglie olimpiche e 2 mondiali, con 24 podi in Coppa del Mondo) è un atleta che nelle prove a eliminazione riesce sempre ad andare bene. In coppia con Lorenzo Sommariva non è tra i favoriti, ma occhio alle sorprese, in uno sport che con i suoi dossi, cadute e arrivi al fotofinish ne riserva sempre.
Snowboard freestyle
Le speranze di medaglia in questa disciplina sono riposte nel giovane Ian Matteoli, classe 2005 che arriva a Milano-Cortina con tre podi in Coppa del Mondo di Big Air. I migliori non sono lontani e il ragazzo ne farà di strada…
Dunque, mettetevi comodi (e magari anche in ferie)… lo spettacolo sta per iniziare!
di Alessandro Ceschel
[fonte immagine: Pixabay]